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11 12 2007
Saggio: Per un'analisi del casual gaming
di Costantino Oliva
Negli ultimi 15 anni, l'industria videoludica ha raggiunto un nuovo, vasto pubblico composto prevalentemente da utenti occasionali, dotati di conoscenze informatiche superficiali. Questo è stato possibile grazie a giochi dall'impatto immediato, basati su convenzioni di senso ampiamente condivisibili: i casual games, un nuovo genere ludico che ha superato i limiti degli strumenti tecnologici tradizionalmente deputati all'intrattenimento elettronico per raggiungere piattaforme come i telefoni cellulari e gli Internet browser.
"Analisi del Casual Gaming" affronta le problematiche legate al design di questi giochi, prodotti basati sull'eterogeneità contenutistica e dotati di stretti legami con numerosi generi ludici. Nonostante ciò, i casual games hanno un design ben determinato, chiaramente definito da un importante elemento: l'unicità della performance ludica, una nozione che permette di definire e delimitare l'oggetto di studio.
Ma il casual gaming non è solo un importante passo nella storia del game design, ma si inserisce in un nuovo modo di concepire i contenuti dei media digitali. La teoria della virtualizzazione (Levy 1995) fornisce una spiegazione alla compenetrazione dei linguaggi, rivelandosi proficua nella comprensione dell'evoluzione del videogioco e identificando nel casual gaming un elemento che mette in discussione l'intero ambiente mediatico videoludico.
Il nuovo genere, che ha radici profonde, comprime vecchie idee e convenzioni accentuandone le componenti più intuitive ed immediate, e trova inaspettate vicinanze nel periodo che, tra gli anni '70 ed '80, vide l'affermazione dei videogiochi portatili. Ma il casual gaming ha anche una natura profondamente contemporanea, essendo la risposta videoludica a format recentemente sperimentati da altri media digitali. È proprio la sua contemporaneità a consentirgli di superare i limiti di genere per sconfinare con successo nei terreni che per primo ha evitato: quello del videogioco "classico", per cambiare nuovamente il modo di intendere il ludo elettronico.
Il saggio completo e' disponibile in formato PDF in basso a destra
"Analisi del Casual Gaming" affronta le problematiche legate al design di questi giochi, prodotti basati sull'eterogeneità contenutistica e dotati di stretti legami con numerosi generi ludici. Nonostante ciò, i casual games hanno un design ben determinato, chiaramente definito da un importante elemento: l'unicità della performance ludica, una nozione che permette di definire e delimitare l'oggetto di studio.
Ma il casual gaming non è solo un importante passo nella storia del game design, ma si inserisce in un nuovo modo di concepire i contenuti dei media digitali. La teoria della virtualizzazione (Levy 1995) fornisce una spiegazione alla compenetrazione dei linguaggi, rivelandosi proficua nella comprensione dell'evoluzione del videogioco e identificando nel casual gaming un elemento che mette in discussione l'intero ambiente mediatico videoludico.
Il nuovo genere, che ha radici profonde, comprime vecchie idee e convenzioni accentuandone le componenti più intuitive ed immediate, e trova inaspettate vicinanze nel periodo che, tra gli anni '70 ed '80, vide l'affermazione dei videogiochi portatili. Ma il casual gaming ha anche una natura profondamente contemporanea, essendo la risposta videoludica a format recentemente sperimentati da altri media digitali. È proprio la sua contemporaneità a consentirgli di superare i limiti di genere per sconfinare con successo nei terreni che per primo ha evitato: quello del videogioco "classico", per cambiare nuovamente il modo di intendere il ludo elettronico.
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